Anche l’acqua si può usare più di una volta

Siamo abituati a pensare al ciclo dell’acqua come a un percorso lineare: l’acqua viene prelevata dall’ambiente, potabilizzata, utilizzata nelle case e nelle attività produttive, raccolta dalle fognature, depurata, infine restituita a fiumi e mari. Ma quel ciclo potrebbe diventare sempre meno lineare. L’acqua già utilizzata, opportunamente trattata, può diventare una risorsa da usare una seconda volta.

È una possibilità ancora largamente inespressa. Oggi nell’Unione europea viene riutilizzata solo una piccola parte delle acque reflue trattate, mentre la crescente pressione sulle risorse idriche rende il riuso uno degli strumenti su cui l’Europa sta puntando. Un nuovo studio del Joint Research Centre prova a guardare più avanti, analizzando il potenziale del riuso dell’acqua e il suo contributo alla riduzione dei prelievi di acqua dolce. Di fronte a siccità più frequenti e a una domanda crescente, non basta cercare nuove fonti. Occorre anche utilizzare meglio, e quando possibile più volte, l’acqua che abbiamo già a disposizione. Il JRC stima che il riuso delle acque urbane trattate per l’irrigazione potrebbe ridurre in alcune regioni europee i prelievi idrici tra il 5 e il 20%.

Finora il riuso regolamentato a livello europeo si è concentrato soprattutto sull’irrigazione agricola. Ma acque reflue adeguatamente depurate possono essere utilizzate anche in alcuni processi industriali e per alcuni impieghi urbani, evitando di ricorrere ad acqua di qualità potabile per attività che non la richiedono. Il principio ricorda quello dell’economia circolare applicata ai materiali: prolungare il più possibile la vita utile di una risorsa prima di restituirla all’ambiente. Nel caso dell’acqua, il vantaggio è particolarmente evidente nei territori sottoposti a stress idrico: ogni utilizzo che può essere soddisfatto attraverso acqua recuperata riduce la pressione sulle fonti convenzionali.

Trasformare questa possibilità in una pratica diffusa, però, non è semplice. Il depuratore e il luogo in cui l’acqua recuperata può essere utilizzata spesso sono distanti: servono quindi reti dedicate, sistemi di accumulo e trattamenti adeguati alla destinazione finale. A questo si aggiungono costi, standard qualitativi, responsabilità dei diversi soggetti e la necessità di costruire una domanda stabile di acqua recuperata.

A Prato, in realtà, questa prospettiva ha già una lunga storia. Nel distretto tessile il riuso dell’acqua nasce dalla necessità di conciliare l’elevata domanda delle lavorazioni industriali con la tutela della risorsa idrica. Il primo lotto dell’impianto centralizzato di riciclo delle acque del Macrolotto entrò in funzione già nel 1990, producendo 1,75 milioni di metri cubi l’anno di acqua riciclata proveniente da reflui civili e industriali. Negli anni successivi il sistema è stato progressivamente potenziato. Oggi Gida, società controllata e coordinata da Plures, gestisce a Baciacavallo un sistema di affinamento e produzione di acqua riciclata destinata agli usi industriali. La rete di distribuzione si sviluppa per circa 75 chilometri e raggiunge Prato, i Macrolotti I e II e Montemurlo, fornendo complessivamente circa 2,5 milioni di metri cubi di acqua riciclata ogni anno.

L’acqua proveniente dalla depurazione viene sottoposta a ulteriori trattamenti prima di essere reimmessa nell’acquedotto industriale e tornare nelle aziende, comprese lavorazioni del tessile che richiedono grandi quantità di acqua come tintorie, rifinizioni e stamperie.

La direzione che emerge è più ampia della sola risposta alle emergenze e alla siccità. Significa cominciare a considerare gli impianti di depurazione non soltanto come il punto finale del servizio idrico, ma anche come possibili luoghi di produzione di una nuova risorsa. Dopo aver imparato a recuperare materia dai rifiuti, la prossima frontiera dell’economia circolare potrebbe essere imparare a recuperare sempre di più anche l’acqua.

Approfondimenti

Joint Research Centre - Lo studio europeo pubblicato nel luglio 2026 analizza come il riuso delle acque trattate possa diventare una componente strutturale della resilienza idrica

Plures: GIDA Baciacavallo - Il caso del distretto pratese: depurazione delle acque civili e industriali